GIORNATA NAZIONALE DELLE MIGRAZIONI: “DOV’È TUO FRATELLO”

“Le migrazioni odierne non sono un esodo liberatorio, ma dura necessità, vera fuga per istinto di sopravvivenza. Per la Chiesa questa amara e spesso drammatica situazione è un motivo per sollecitare non solo i credenti a non lasciar prevalere giudizi severi e rabbiose prese di posizione sui mass media, vincendo sospetti e paure”. È l’invito di mons. Giuseppe Matarrese, vescovo di Frascati e membro della Commissione episcopale delle migrazioni (Cemi), intervenuto stamani a Roma alla conferenza stampa di presentazione della Giornata nazionale delle migrazioni sul tema “Dov’è tuo fratello?”, promossa dalla Fondazione Migrantes della Cei e prevista il 18 novembre. Lo scorso anno hanno fatto richiesta di asilo politico in Italia 14 mila profughi, ha ricordato mons. Matarrese: “Pochi, se si pensa alle 495 mila richieste arrivate nei 15 Paesi dell’Unione Europea; sono 23 mila i richiedenti asilo e profughi riconosciuti dall’Italia”, mentre l’Unione ne ospita quasi 2 milioni e mezzo. Tuttavia “non ci si può fermare alla dimensione umanitaria dell’immigrazione; superata l’emergenza, le persone reclamano la propria identità culturale e religiosa: un aspetto su cui ci troviamo impreparati perché manca un modello d’integrazione culturale”, ha rilevato Stefano Zamagni, docente di economia all’Università di Bologna e presidente della Commissione cattolica internazionale per le migrazioni. È stato anche presentato un nuovo “Enchiridion” di testi ecclesiali sulle migrazioni, “uno strumento utile per operatori pastorali che vogliono approfondire la dottrina sociale della Chiesa sul fenomeno della mobilità”.