Difesa della famiglia dal rischio di sfruttamento sessuale di donne e bambini, promozione del dialogo interreligioso con i buddisti, impegno sociale ed educativo: a queste priorità Giovanni Paolo II ha richiamato oggi i vescovi della Conferenza episcopale della Thailandia ricevuti in Visita “ad limina apostolorum”. Riconoscendo l’operato della Chiesa thailandese in ambito sanitario e nell’educazione, il Papa ha invitato i vescovi ad incoraggiare gli studenti delle scuole cattoliche all’impegno “nel volontariato, per coinvolgersi più attivamente nella missione della Chiesa e contribuire realmente al rinnovamento della società”. Il Santo Padre ha poi sottolineato l’importanza della famiglia e del necessario sostegno alle coppie interreligiose, perché “ricevano l’aiuto di cui hanno bisogno in modo da non indebolire la propria fede”. “La famiglia – ha osservato il Papa – è minacciata da diverse forme di materialismo e dalla diffusione di offese contro la dignità umana, come il flagello degli aborti e lo sfruttamento sessuale di donne e bambini. Nuovi sforzi devono essere costantemente fatti nelle vostre comunità locali per andare incontro a queste difficoltà e preparare il fedele laico a vivere la sua specifica missione nella dimensione temporale, in ogni area della vita politica, economica, sociale e culturale”. Il Papa ha anche evidenziato l’importanza del dialogo interreligioso in tanti Paesi dell’Asia, tra cui la Thailandia, a maggioranza buddista: “Il contatto, il dialogo e la cooperazione con i fedeli di altre religioni – ha detto – rappresenta per voi un dovere e una sfida. L’antica tradizione monastica thailandese dovrebbe trovare punti di contatto e di amicizia che possano incoraggiare un dialogo fruttuoso tra buddisti e cristiani. Quella tradizione è un ricordo del primato delle cose dello spirito e dovrebbe agire come contrappeso al materialismo e al consumismo che affligge gran parte della società”.