PRIMA BIENNALE DEL LIBRO RELIGIOSO: CARD. POUPARD, “RISPOSTE SPIRITUALI E CULTURALI ALLA NUOVA SETE DI RELIGIOSITÀ”

“Due culture sorelle con comuni radici cristiane e latine in costante rapporto dialettico di integrazione e confronto; del resto non si potrebbe fare autentica cultura in un ambiente chiuso e ripiegato su se stesso”: così il presidente del Pontificio Consiglio della cultura, card. Paul Poupard, spiega al Sir il percorso di sviluppo quasi parallelo dell’editoria religiosa in Francia e in Italia; un legame che porterà l’Italia a essere l’ospite d’onore del Salone del libro di Parigi in programma nel marzo 2002. Il porporato è intervenuto ieri sera a Roma all’inaugurazione della prima biennale del libro religioso presso il Centro culturale Saint-Louis de France, un’iniziativa promossa dallo stesso centro, dalla libreria francese di Roma “La Procure”, dall’organismo di promozione del libro francese “Présence du livre francaise” in collaborazione con il Pontificio Consiglio della cultura, il Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei e l’Associazione Sant’Anselmo per la promozione della cultura teologica e religiosa. In rassegna fino al 18 novembre le novità di una quindicina tra i più prestigiosi editori religiosi francesi insieme con numerose pubblicazioni italiane selezionate dalla Sant’Anselmo. “In un panorama generale di crisi del settore il rifiorire delle pubblicazioni religiose – ha rilevato il card. Poupard – testimonia una nuova sete di spiritualità cui occorre fornire risposte, al tempo stesso, di ordine spirituale e culturale”. Cristianesimo in dialogo con filosofia e letteratura e notizie sulle altre religioni: queste le domande dei lettori francesi secondo l’editore Jean Pierre Rosa (Bayard). “Un interesse spesso superficiale; a noi il compito di educare la gente attraverso pubblicazioni di buon livello” ha aggiunto Nicolas-Jean Sed (Cerf), “non impostate in termini dogmatici, ma partendo dalle grandi domande dell’uomo” è intervenuto Marc Leboucher (Ddb). Secondo Donato Falmi (Città nuova), la grande editoria italiana è ancora ostile a quella cattolica “che viene pesantemente penalizzata in termini di pubblicità e distribuzione”: “Una sfida – ha replicato Elio Guerriero (San Paolo) – che dobbiamo affrontare con un maggiore impegno di qualità e attraverso lo studio di forme di collaborazione con l’editoria laica e, in prospettiva, con alcuni partner europei del settore”.