“Assoluta diversità ma pienezza di comunione” è la legge “di esistenza e di vita” che secondo il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, deve risplendere in ogni famiglia. ” “Al convegno degli sposi del 18 novembre a Bologna, il cardinale, riferendosi alla Trinità, ha ricordato che “nella famiglia umana come è stata pensata da Dio, lo sposo è totalmente diverso dalla sposa ed essere genitori è totalmente diverso dall’essere figli. Ma sposo e sposa, genitori e figli devono essere un’unica cosa nell’unità della casa”. Tuttavia, ad avviso del cardinale, “il rispetto della singolarità e dell’irripetibilità delle persone non deve insidiare l’unità e la ricerca quotidiana dell’unità non deve soffocare l’originalità inedita di ciascuno dei componenti”.” “Il rischio che si corre è quello di “tentare di sovrapporre al disegno del grande Artista i nostri scarabocchi, che spesso sono rovesciamenti integrali della prospettiva originaria”. Così, ha aggiunto Biffi, invece di “avvalorare i pregi della singolarità personale ci proponiamo il livellamento, invece di mirare a fonderci nell’unità esasperiamo l’individualismo, così mentre dovremmo sforzarci di capire ed apprezzare la diversità nella comunione, arriviamo ad enfatizzare l’uguaglianza nella diversità”.” “Dire, infatti, che “l’uomo è uguale alla donna, devono avere le stesse funzioni, compiti, tipo di vita, in modo da essere interscambiabili” o che “i padri e i figli devono essere messi sullo stesso piano” significa per il cardinale “capovolgere il progetto divino e la famiglia, uscita dai binari che sono stati predisposti per lei, procede nella storia tra crescenti disagi”.” “”Dal rapporto tra gli sposi, alla convivenza familiare e alla partecipazione comunitaria – ha concluso Biffi – discende l’onda benefica della fedeltà” che è “nuziale” quando “accomuna i destini di un uomo e di una donna”, “familiare” quando “lega i genitori ai figli” ed “ecclesiale che coinvolge la comunità dei fratelli. Nessuna coppia può isolarsi e chiudersi, ma deve crescere nella sintonia con la grande famiglia della Chiesa”.” “