Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Fin dall’inizio la linea del Papa sul conflitto in Afghanistan è stata quella della verità e della preghiera. Ha detto la verità sul terrorismo e sulla situazione sulla scena internazionale e non ha cessato di invitare alla preghiera.” “La preghiera oggi diventa gesto nei due appuntamenti annunciati all’Angelus del 18 dicembre. Giovanni Paolo II ancora una volta è capace di combinare gesti antichi e gesti audaci per dire qualcosa di significativo, di nuovo, a tutti.” “Ecco allora la proposta del digiuno. Niente di nuovo, almeno per i venerdì di Avvento. Anzi (e non è un paradosso) sono oggi i dietologi a deprecare il progressivo abbandono delle pratiche dell’astinenza e del digiuno da parte dei sazi popoli secolarizzati. Ma non è un caso che proprio il 14 dicembre sarà insieme un venerdì di Avvento e l’ultimo giorno del Ramadan musulmano: una coincidenza capace di parlare a centinaia di milioni di fedeli. Sarà un giorno di preghiera fervorosa perché Dio “conceda al mondo una pace stabile, fondata sulla giustizia e faccia sì che si possano trovare adeguate soluzioni ai molti conflitti che travagliano il mondo”.” “C’è una intonazione profetica, apocalittica nel senso vero di speranza escatologica, nelle parole, pronunciate con voce limpida e chiara, con cui Giovanni Paolo II ha voluto invita tutti i rappresentati delle religioni del mondo ad Assisi per il 24 gennaio 2002. Sarà un’occasione per ribadire che “la religione non deve mai diventare motivo di conflitto, di odio e di violenza”. Sarà un appuntamento di pace e di speranza. Non a caso il Papa ha concluso il suo breve discorso con un’appassionata invocazione a Maria. Giovanni Paolo II, mostrandoci il dinamismo spirituale del suo instancabile e sorprendente prodigarsi, ha chiesto alla Madonna di “aiutarci a rispondere con la forza della verità e dell’amore alle nuove e sconvolgenti sfide del momento presente”.” “C’è qui tutta la grande carica del suo pontificato, la capacità di rispondere in termini di apertura e di nuovo slancio missionario alle sfide di una storia accelerata.” “Questo vale anche per il tema del dialogo interreligioso e della libertà religiosa. Giovanni Paolo II ha accettato in pieno la sfida nel corso del suo pontificato ormai vicino al venticinquesimo anno, in un mondo segnato da grandi cambiamenti, disegnando così un originale approccio alla globalizzazione, che rivendica il ruolo insostituibile della religione, che chiama Dio nella storia. E’ un grande disegno storico, questo fondato sull’identità e l’apertura, che abbatte i muri, ma costa persecuzioni e chiusure, un prezzo che il papa ha pagato. E’ uno dei tratti della sua grandezza, del suo carisma, del suo realismo profetico.” “” “” “