MEDIA CATTOLICI E GUERRA: “SPAZIO ANCHE ALLA PACE” (2)

Nei media si nota il “tentativo di demonizzare l’Islam, mentre esistono tante forme di convivenza tra musulmani e cristiani: situazioni più sfumate oltre a quelle di reale persecuzione”. Lo ha affermato stamani nella sede di Radio Vaticana padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia Fides, in occasione del dibattito su “I cattolici e la guerra”, promosso da Unda e Ocic. Cervellera ha condannato “lo schema ideologico del conflitto interreligioso” presente nei media laici, che non racconta in modo diretto “come vivono i cristiani nei Paesi islamici, rincorrendo clichè senza cercare di vedere e capire; così l’interesse per i cristiani resta un po’ ideologico, facendo il gioco di Bin Laden che parla di ‘crociata’, mentre lo stesso Islam ora è confuso”. Riprendendo quanto affermato dal Papa, il direttore di Fides ha ribadito che “il terrorismo va vinto anche attraverso la lotta contro la povertà; forse i media cattolici non hanno lavorato veramente per sostenere queste parole del pontefice; si sente poco anche la voce dei rifugiati” e dei volontari, dello stesso popolo afgano, mentre non manca un’informazione “drogata con enfasi di patriottismo”. Inoltre si assiste a una spettacolarizzazione della guerra in televisione, ha osservato Ettore Bernabei, direttore di Lux Vide. Dopo l’11 settembre “i media sono rimasti storditi e si sono sentiti inadeguati; le riflessioni sono apparse sulla carta stampata: non così in tv, che non riesce a dare il termometro della situazione”. Nella cronaca, ha aggiunto Bernabei, si insiste su un “particolarismo sensazionalistico; l’unica voce di verità resta quella del Papa, non sempre ripresa da tutti con la dovuta evidenza”.