MEDIA CATTOLICI E GUERRA: “SPAZIO ANCHE ALLA PACE”

In questo momento storico i media cattolici sono chiamati a “promuovere soprattutto la questione della pace per l’Afghanistan, per l’Asia centrale e per il mondo intero, cogliendo attraverso i corrispondenti le sofferenze e le preghiere della gente”. Sono “le impressioni, non i giudizi” formulati dal direttore dell’agenzia Fides, padre Bernardo Cervellera, durante l’incontro sul tema “I cattolici e la guerra”, promosso stamani nella sede di Radio Vaticana dall’Associazione cattolica internazionale per la radio e la televisione (Unda) e l’Organizzazione cattolica internazionale di cinema e audiovisivi (Ocic). La conferenza è stata l’occasione per presentare Signis, nuova associazione mondiale cattolica che riunisce operatori e gruppi impegnati nella comunicazione sociale e nei media, e il “Multimedia World Forum”, in programma a Roma dal 22 al 25 novembre. Padre Federico Lombardi, direttore di Radio Vaticana ha voluto ricordare con un minuto di silenzio “i 7 colleghi uccisi negli ultimi 10 giorni di guerra, mentre svolgevano il loro servizio”, ricordati dal Papa durante l’udienza generale. Oltre ai servizi sul terrorismo internazionale, bisogna informare anche “sul risveglio dalle ceneri del mondo religioso a New York”, ha commentato padre Cervellera. Quindi il lavoro dei media cattolici “si distanzia da quello degli altri, per cui la guerra è diventato pane quotidiano, mentre viene dato poco spazio alla pace”. Secondo il direttore di Fides si tratta di “un tentativo di vedere con faciloneria il conflitto tra Bin Laden e la comunità internazionale, interpretandolo come scontro tra musulmani e cristiani, tra Oriente e Occidente: un approccio ‘appetitoso’ per l’audience”, che spinge lettori e spettatori “all’emotività, alla visceralità e alla peggiore istintività”. (segue)