AFGHANISTAN: OPAM, “FINITA LA GUERRA, RICOMINCIA LA SCUOLA”

“E’ la fine di un brutto sogno per l’Afghanistan? C’è da augurarsi che il paese sappia valutare le priorità, puntando innanzitutto sulla scuola per costruire una nuova società”: lo dice don Giovanni Tebaldi, dell’Opam (Opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo), che il 25 maggio 2002 compirà i trent’anni di vita. “Per troppi anni – prosegue don Tebaldi – l’Afghanistan ha sottratto i fondi riservati all’istruzione per finanziare altre attività. Ne è risultato un paese sommerso dall’analfabetismo, con meno del 30 per cento di scolarizzati, in massima parte maschi. Quelle giovani braccia che si erano abituate a imbracciare armi e a fare lavori riservati agli adulti in guerra, dovranno tornare sui banchi di scuola per imparare a leggere e a scrivere, e per conoscere che al di là delle montagne brulle vi sono miliardi di uomini e donne con i quali ricostruire il mondo”. Secondo il sacerdote dell’Opam gli sforzi maggiori della comunità internazionale nei confronti del paese asiatico debbono rivolgersi alla costruzione di scuole e università, oltre che a promuovere iniziative di alfabetizzazione per gli adulti. “Gli amici dell’Opam, che per trent’anni si sono prodigati alla realizzazione di progetti di scolarizzazione nei paesi poveri, non mancheranno di essere presenti anche in questa campagna di ricostruzione”. Fondata da mons. Carlo Muratore, l’organismo ha realizzato in trent’anni circa 2000 progetti di alfabetizzazione ed ha in atto alcune migliaia di adozioni scolastiche a distanza. Secondo i dati degli organismi internazionali, nel mondo ci sono circa 900 milioni di analfabeti e circa 130 milioni di bambini in età scolare che, per povertà o altri motivi, non frequentano, se non occasionalmente, la scuola.