Un ruolo attivo della Germania nel ristabilire le relazioni internazionali al fine di favorire lo sviluppo di un ordine politico mondiale teso a liberare gli uomini dal bisogno, dall’oppressione e dalla violenza; così il Consiglio Permanente della Conferenza episcopale tedesca interviene in merito all’intervento delle truppe militari tedesche in Afghanistan votato venerdì 16 a Berlino.” “Con la nota ufficiale “L’ora degli aiuti umanitari” diffusa ieri, i vescovi tedeschi salutano l’invio di una missione di pace internazionale in Afghanistan decisa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il cui “compito consisterà nell’assicurare un processo politico che miri alla costruzione di un governo legittimo, cui partecipino possibilmente tutte le etnie del Paese.” Riconoscendo come “il vuoto di potere attuale” nel Paese asiatico possa causare “ancora anni di sanguinosa guerriglia e conflitti tra gruppi ed etnie diversi”, i vescovi auspicano che esso possa “essere colmato al più presto possibile sotto l’egida delle Nazioni Unite.”” “Segue l’invito ad effettuare donazioni alla Caritas Internazionale a favore della popolazione afghana, in quanto “secondo stime dell’Unione europea, a causa dell’inverno imminente sei milioni di persone sono minacciate dalla morte per fame.” C’è quindi il richiamo affinché “i progetti politici e militari si realizzino non soltanto per eliminare la rete del terrorismo, ma anche per scongiurare l’incombente catastrofe umanitaria” e, quindi, compito importante delle truppe di pace “deve essere garantire la sicurezza per il trasporto degli aiuti che ora si trovano nei Paesi limitrofi all’Afghanistan nelle zone più povere e garantirne un’equa ripartizione.”” “Nelle differenze di sensibilità “sulle modalità dell’intervento armato dei soldati tedeschi”, evidenti “sia all’interno della classe politica che nell’opinione pubblica”, i vescovi tedeschi ravvisano un dato fondamentale, e che cioè “nel Paese non c’è una posizione unitaria sull’argomento” e questo è “avvertibile “anche all’interno della Chiesa”, che comunque si richiama profondamente “ad un’etica della pace”, così come evidenziato nel documento “Pace giusta” del settembre 2000. ” “Il comunicato si conclude ribadendo la posizione già espressa dalla Chiesa tedesca dopo l’11 settembre, e che cioè “misure militari siano da impiegare solo come ultima, estrema risorsa e nel caso in cui ogni altro tentativo sia risultato inefficace.” ” “” “” “” “