VESCOVI EUROPEI: LOTTA AL TERRORISMO, GLOBALIZZAZIONE PIÙ GIUSTA E DIALOGO INTERRELIGIOSO LE VIE PER IL FUTURO”

“La lotta al terrorismo deve andare di pari passo con la soluzione dei gravissimi problemi che sono alla radice di questi fenomeni e che ne costituiscono il terreno di coltura. Bisogna che tutti gli Stati facciano uno forzo per ridurre la povertà nel mondo, che porta a situazioni disumane e disumanizzanti”.” “E’ questo l’auspicio espresso oggi a Bruxelles da mons. Attilio Nicora, vicepresidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea, che riunisce vescovi, rappresentanti dei 15 Paesi dell’Unione europea, più altri osservatori dei Paesi candidati), durante la conferenza stampa a conclusione della sessione plenaria autunnale centrata sul tema “L’Ue di fronte alla sfida del terrorismo”. Giudicando positivamente l’idea della Commissione Europea di introdurre un “mandato d’arresto europeo” per contrastare il terrorismo (evitando così di ricorrere all’estradizione), i vescovi della Comece invitano però “a bilanciare sempre il bisogno dell’efficacia nella tutela dell’ordine pubblico con il rispetto dei diritti umani, due esigenze che appartengono alla grande tradizione europea. Bisogna infatti evitare che nel nome della lotta giusta si allarghi troppo l’area dei sospettati, ad esempio tra gli immigrati irregolari che chiedono asilo politico e che non devono essere immediatamente identificati come terroristi”. “Saper coniugare questi due elementi – ha puntualizzato mons. Nicora – è compito dei giuristi e dei politici: noi vescovi richiamiamo ai valori e incoraggiamo gli impegni dell’Unione, sperando negli esiti positivi”. (segue)” “