MINORI STRANIERI: SENZA AIUTO, CLANDESTINI A 18 ANNI

“Dopo un faticoso cammino d’integrazione, i minori stranieri non accompagnati diventano clandestini al compimento dei 18 anni”, mentre si dovrebbe partire da loro “per costruire una nuova società interculturale”. Ne è convinto mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma che ha promosso oggi nella sede del Cnel il convegno intitolato “Soli per il mondo. L’immigrazione minorile tra problemi e risorse. Risposte possibili a domande difficili”. Si tratta di ragazzi in media 16enni, “quasi tutti clandestini, partiti per sfuggire al disagio economico familiare; molti mostrano crisi di ‘cedimento’, regressioni psichiche, attacchi di panico e disturbi psicomotori”, ha riferito Nadio La Gamba, responsabile dei Centri di Pronto intervento minori della Caritas diocesana, che quest’anno hanno accolto circa 200 minori stranieri, soprattutto rumeni, albanesi e moldavi, ma anche marocchini e nomadi, con “un aumento considerevole delle ragazze”. Alla maggiore età, scaduto il permesso di soggiorno temporaneo, molti rifiutano il rimpatrio assistito e “preferiscono restare clandestini, invisibili e senza diritti – ha spiegato La Gamba -. La Caritas ritiene necessario un intervento politico che consenta la permanenza nel nostro Paese ai giovani con un positivo percorso di integrazione”. In Italia i minori stranieri non accompagnati sono 14mila; a Roma, dal luglio 2000, oltre 1.500, di cui 680 ormai maggiorenni.