Questa mattina, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato, su iniziativa della giunta, la legge “Interventi a sostegno della famiglia”. “La legge – recita l’art. 1 – riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. L’ordine di priorità degli aventi diritto agli interventi previsti è determinato sulla base del quoziente familiare il quale è a sua volta definito secondo il reddito complessivo del nucleo familiare al netto dell’Irpef; il numero dei componenti della famiglia, “ivi compreso il figlio concepito”; la presenza di un soggetto portatore di handicap fisico o psichico; anziano convivente non autosufficiente; soggetto in situazione di particolare disagio psico-fisico.
Dunque, dopo la Regione Lombardia, anche la Regione Lazio annovera tra i componenti del nucleo familiare anche il figlio concepito. Altra novità, l’articolo 8, interamente dedicato all’associazionismo familiare. La Regione – si legge nel testo – “si impegna a sostenere la solidarietà tra le famiglie e a dare impulsi ad esperienze di autorganizzazione, promuovendo le associazioni e le formazioni di privato sociale”.
Tra i primi ad apprendere la notizia e ad accoglierla con “viva soddisfazione” è stato il Comitato delle associazioni familiari del Lazio che aderisce al Forum nazionale. (segue)