ATTACCO MILITARE IN AFGHANISTAN: PADRE SIMONE (CIVILTÀ CATTOLICA), “SIA BREVE IL PERIODO DI TRANSIZIONE”

“L’auspicio è che questo periodo di transizione non venga prolungato all’infinito e si operi con la stessa decisione con la quale si dette inizio ai bombardamenti, nell’interesse del popolo afghano”. Lo chiede padre Michele Simone che sul numero in uscita di Civiltà Cattolica fa una analisi della missione militare italiana in Afghanistan ed una sintesi del dibattito parlamentare che ha preceduto il voto. Una riflessione scritta mentre alla conferenza di Bonn si sta discutendo sul futuro del Paese e mentre – scrive padre Simone – “proseguono sia i bombardamenti in Afghanistan sia il progressivo sfaldamento del regime dei talebani”. “Purtroppo – osserva il gesuita – le divisioni etniche afghane e l’insipienza dell’alleanza internazionale contro il terrorismo, preoccupata forse più di Bin Laden e meno dei cittadini afghani, hanno fatto sì che non si sia provveduto in tempo a organizzare e realizzare il passaggio dei poteri a un governo di coalizione che mantenesse l’ordine nel Paese, il quale attualmente in molti luoghi, deve sopportare inutilmente vendette, violenze e rapine che in gran parte potevano essere evitate”. Da qui l’appello di Civiltà Cattolica affinché il periodo di transizione duri ancora per poco. Anche padre Simone paventa il rischio di un allargamento del conflitto ad altri Paesi. E’ una eventualità – aggiunge il gesuita – che “muterebbe profondamente il quadro politico interno ed internazionale; e diminuirebbe significativamente il consenso attualmente, secondo i sondaggi, espresso dalla maggioranza degli italiani in favore della partecipazione italiana alle operazioni militari”. “Infatti – spiega padre Simone – non si intravede alcune motivazione significativa per operare un interventi militare contro altri Paesi”. Pertanto, “se ciò avvenisse – conclude il gesuita – non soltanto all’interno della sinistra, ma anche nel mondo cattolico, e nel Paese in genere, è prevedibile, secondo molti osservatori, che l’opposizione sarebbe ampia”.