AFGHANISTAN: LAICI CALABRESI, “CONTRO IL TERRORISMO NO ALLE SOLUZIONI MILITARI”

Qualsiasi atto di terrorismo è un “gesto contro l’umanità”, ed ogni guerra va condannata “perché contraria alla speranza cristiana”. Lo hanno ribadito i cinquecento delegati diocesani che hanno partecipato al convegno su “Cristiani laici oggi in Calabria”, conclusosi ieri a Squillace (Catanzaro) per iniziativa della Conferenza episcopale calabra. L’assemblea ha approvato una mozione nella quale si condanna con forza ogni atto di terrorismo come “gesto contro l’umanità”. “Il Convegno – si legge, inoltre, nel documento finale – non avendo fiducia nelle soluzioni militari, condanna con altrettanta forza ogni guerra perché contraria alla speranza cristiana”. I delegati, infine, invitano tutti i credenti delle chiese di Calabria a “pregare e digiunare per la pace, specie nella notte di Capodanno”, partecipando anche alla marcia per la pace che si terrà il 31 dicembre prossimo a Locri, per iniziativa della Commissione Giustizia e Pace della Cei e di Pax Christi Italia. “Il luogo della missione dei laici – ha aggiunto mons. Antonio Cantisani, presidente della Cec, riassumendo i lavori del convegno – non è la sagrestia né il tempio, ma le realtà storiche, questo mondo che cambia, la vita quotidiana”. Il vescovo ha fatto anche un elenco dei “mali antichi e nuovi” della Calabria: “Fatalismo, miracolismo, pauroso tasso di disoccupazione, carenza di progettualità, esasperato individualismo, frantumazione sociale, attaccamento alla maledetta ‘robba’, una diffusa illegalità, mafia e tante altre espressioni di criminalità organizzata, usura, racket, traffico di droghe e di armi, poco rispetto per la vita”. In questi ambiti, ha concluso Cantisani, è decisivo il contributo dei laici, chiamati ad un “esame di coscienza” sulla qualità della loro testimonianza.