CROCIFISSO INSULTATO IN TV: BROMURI, “COSÌ IL DIALOGO È IMPOSSIBILE”

“Corpo glorioso e non cadavere in miniatura, ma soprattutto segno di vittoria dell’Uomo sulla morte”. Con queste parole mons. Elio Bromuri, direttore de “La Voce”, settimanale regionale umbro, ed esperto in dialogo ecumenico ed interreligioso, risponde al musulmano convertito Adel Smith che a più riprese ha insultato il Crocifisso, durante la rubrica “Porta a Porta”, andata in onda, lunedì 5 novembre, su Rai1. “Come è possibile usare definizioni così spregevoli – si chiede mons. Bromuri -, per un segno che da speranza a tutti gli uomini, in particolare ai sofferenti, ai poveri, e a coloro che si preparano ad incontrare la morte?”. Ed aggiunge: “purtroppo le parole di Adel Smith segnano non solo un’ignoranza di fondo nei confronti di una delle fonti ispiratrici dell’iconografia, della filosofia e dell’arte, ma rifiutando il Cristo morto e risorto chiudono possibili vie di dialogo tra cristiani e musulmani”.” “Per mons. Elio Bromuri bisogna “inquadrare quel segno nella storia, nella cultura e nella tradizione del nostro Paese, che è stato originato dal cristianesimo”. Tuttavia, se da un lato le dichiarazioni di Adel Smith “sono una forma di terrorismo comunicativo nei confronti della gente e come tale deve essere condannato e respinto, dall’altro possono far crescere la coscienza e l’identità del popolo cristiano”. Quanto, poi, l’affermazione di Smith che “il Crocifisso turba i bambini”, Bromuri precisa che “i bambini conoscono la realtà della Croce da millenni e nella loro innocenza sanno ormai bene che non si tratta di un’immagine di morte, come quelle delle Torri gemelle distrutte e della guerra afghana, ma di vita”.