“Sconcertante” così padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia internazionale Fides, commenta gli insulti del musulmano convertito Adel Smith al Crocifisso, durante la trasmissione “Porta a porta”, in onda su Rai1 lunedì 5 novembre, alla quale lo stesso religioso era ospite.” “”E’ stato mostrato un volto fondamentalista dell’Islam che pensa di affermare la sua religione denigrando e disprezzando le altre. Questo tratto fondamentalista – dichiara al Sir padre Cervellera – è anche tipico di italiani o ex cristiani convertiti, molto zelanti ed è presente in molti Paesi islamici”. Un fondamentalismo di minoranze che, secondo il direttore di Fides, “mette in crisi anche l’Islam moderato, poiché mina le strutture sociali e la convivenza tra musulmani e cristiani”. Tuttavia “è importante che sia venuto alla luce questo carattere ‘guerreggiante’ dell’Islam. Non bisogna nascondere queste difficoltà che creano problemi al mondo islamico che, a riguardo, farebbe bene a chiarirsi al suo interno. Il problema più vasto sia dell’Islam fondamentalista che moderato è sapere come organizzare il rapporto tra la propria fede e la modernità”. In tal senso, aggiunge Cervellera, “la testimonianza dei cristiani nel vivere la modernità senza perdere la fede diventa importante”.” “Circa la definizione “blasfema” del Crocifisso data da Adel Smith non stupisce più di tanto il direttore di Fides. “L’Islam fondamentalista – afferma – fa anche di peggio, basti pensare a come in alcuni Paesi islamici non ci sia la possibilità di edificare chiese o al rischio che si corre per avere indosso il crocifisso. E’ il sintomo che un certo tipo di Islam non cerca la convivenza ma la distruzione dell’altro”. “La convivenza e l’arricchimento della propria fede – conclude – arriva sempre attraverso il dialogo con delle identità precise e non distruggendo gli altri. Così si crea solo solitudine. Basta guardare al regime talebano in Afghanistan”.