MASS MEDIA: CONVEGNO CEI, “LA CHIESA NON PUÒ RESTARE INDIFFERENTE”

Di fronte al “rapido cambiamento sociale e culturale” in atto nel mondo dei media, “la Chiesa non può restare spettatrice indifferente”, ma “è chiamata a farsi interprete e protagonista del cambiamento”, facendo della comunicazione “la chiave di volta di un discernimento pastorale”. Lo ha detto al Sir don Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, presentando i contenuti del convegno dei direttori dei corrispondenti uffici diocesani, che si aprirà domani (fino al 10 novembre), a Bari, sul tema “Contemplare per annunciare: la comunicazione sociale negli orientamenti pastorali per il decennio 2001-2010”. Per la prima volta, sottolinea Giuliodori riferendosi al titolo degli Orientamenti della Cei per il decennio in corso (“Comunicare la fede in un mondo che cambia”), la comunicazione assume una rilevanza centrale nella programmazione pastorale, e chiede a tutta la comunità ecclesiale di superare “ritardi e trascuratezze” in questo ambito, soprattutto nel campo della formazione e delle “sinergie” tra i vari media cattolici. Oggi, fa notare il direttore dell’Ufficio Cei, “il mondo cambia, la domanda religiosa resta e per certi aspetti aumenta, ma risultano radicalmente modificati i percorsi esistenziali, i criteri di lettura del fatto religioso, i punti di riferimento per l’approccio al sacro, la sensibilità delle persone e il grado di formazione e informazione”. Ecco perché, spiega Giuliodori, “senza un serio processo di integrazione della pastorale tradizionale con il nuovo contesto sociale determinato dalle comunicazioni sociali, le intenzioni espresse negli Orientamenti pastorali risulterebbero velleitarie e sostanzialmente impraticabili da parte di una comunità ecclesiale che ancora pensa alla comunicazione come ad un armamentario di semplice diffusione e per di più costoso e a volte anche pericoloso”.