Anche se i disturbi mentali sono “un problema di salute pubblica”, solo un malato su tre chiede aiuto. A ricordarlo è il Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia), che citando un recente rapporto dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) fa presente che nel mondo sono circa 450 milioni le persone con problemi di sofferenza mentale, ma “solamente un terzo chiede aiuto a causa del pregiudizio e dello stigma che discrimina questo malato”. Altri studi internazionali – sottolinea il Cisf presentando il seminario, organizzato in collaborazione con la rivista “Famiglia oggi”, che si svolgerà il 15 novembre prossimo a Milano, sul tema “Sofferenza mentale: famiglie, servizi, comunità” – hanno evidenziato che, sia in Paesi industrializzati che in Paesi in via di sviluppo, “circa il 20-25% della popolazione in età superiore ai 18 anni, nel corso di un anno, soffre di almeno un disturbo mentale clinicamente significativo”. All’interno dell’arco della vita, inoltre, la frequenza dei disturbi mentali è stata valutata intorno al 41% per gli uomini e al 30% per le donne”. In Italia, informa l’associazione, un recente studio ha esplorato la frequenza dei principali disturbi mentali in un campione complessivo di 2.336 persone di Sesto Fiorentino, ed è risultato che il 13% dei soggetti di sesso maschile ed il 27% di quello femminile avevano sofferto di un disturbo mentale significativo. Tra i disturbi più gravi e più frequenti nel mondo, la schizofrenia, la cui percentuale – rende noto il Cisf – oscilla tra i 16 e 42 casi per 100.000 abitanti; in Italia, su 49 milioni di abitanti in età superiore a 18 anni, 245.000 persone sono affette da un disturbo di tipo schizofrenico.