Nuovi attacchi sui cristiani in Indonesia: a darne notizia è l’agenzia Fides, che informa che nelle Molucche, nell’isola di Sulawesi e a Giava si registrano “episodi di violenza anti-cristiana” che hanno provocato almeno cinque morti. La situazione più grave, secondo le fonti di Fides, è quella dell’arcipelago delle Molucche, dove è in corso “un faticoso processo di riconciliazione” dopo gli scontri etnico-religiosi degli anni scorsi. Dopo mesi di calma, tre cristiani sono stati uccisi nell’isola di Buru: alle 7 del mattino del 1° novembre, secondo quanto riporta Fides, “una milizia islamica armata formata da centinaia di persone ha assaltato il villaggio a maggioranza cristiana di Waimulang. Quattro abitanti del villaggio sono rimasti uccisi, mentre mancano ancora all’appello 13 ufficiali dell’esercito di stanza nel villaggio. I miliziani hanno distrutto almeno 250 case e oltre mille residenti sono fuggiti nella foresta per mettersi in salvo”. Gli attentati delle Molucche, secondo l’organizzazione “Christian Solidarity Worlwide”, sarebbero legati alla presenza nell’arcipelago del leader dell’organizzazione fondamentalista “Laskar Jihad”, Jafar Umar Yhalib, il veterano afgano che nega ogni legame con Bin Laden, ma che ha viaggiato liberamente nella regione “predicando la violenza, incitando ad aggredire i cristiani, chiedendo l’introduzione della legge islamica”. Nell’isola di Sulawesi, invece, gruppi di guerriglieri islamici hanno attaccato villaggi, assaltato autobus con bombe e armi automatiche ed “una vera caccia all’uomo – scrive Fides – si è scatenata contro i cristiani”. Anche nell’isola di Giava si sono verificati episodi di intolleranza e una chiesa battista è stata rasa al suolo.