MESSAGGIO DEL PAPA PER LA PACE: NO AL TERRORISMO E AL “FANATISMO FONDAMENTALISTA”, SÌ ALLA “POLITICA DEL PERDONO” (2)

Esiste dunque, scrive Giovanni Paolo II nel Messaggio per la Giornata mondiale per la pace, “un diritto a difendersi dal terrorismo”, che deve però “rispondere a regole morali e giuridiche nella scelta sia degli obiettivi che dei mezzi”. In particolare, “l’identificazione dei colpevoli va debitamente provata” e “non può essere estesa alle nazioni, alle etnie, alle religioni, alle quali appartengono i terroristi”. In secondo luogo, afferma il Papa, “la collaborazione internazionale nella lotta contro l’attività terroristica deve comportare anche un particolare impegno sul piano politico, diplomatico ed economico per risolvere con coraggio e determinazione le eventuali situazioni di oppressione e di emarginazione che fossero all’ordine dei disegni terroristici”. “La pretesa del terrorismo di agire in nome dei poveri è una palese falsità”, puntualizza il Papa, e “le ingiustizie esistenti nel mondo non possono mai essere usate come scusa per giustificare glia attentati terroristici”, visto che tra le vittime principali di questi ultimi ci sono prima di tutto “i milioni di uomini e di donne meno attrezzati per resistere al collasso della solidarietà internazionale”. “Il terrorismo strumentalizza non solo l’uomo, ma anche Dio”, sottolinea Giovanni Paolo II, mettendo in guardia dal “fanatismo fondamentalista”, come “atteggiamento radicalmente contrario alla fede in Dio”, ed invitando in particolare “i leader religiosi ebrei, cristiani e musulmani” ad una “condanna pubblica del terrorismo, rifiutando a chi se ne rende partecipe ogni forma di legittimazione religiosa o morale”. Per una pace vera e duratura, è la tesi portata avanti dal Papa nella seconda parte del Messaggio, occorre una “politica del perdono” da perseguire sul piano sociale – attraverso il contributo di famiglie, gruppi, Stati, e di tutta la comunità internazionale – “per superare situazioni di sterile condanna mutua, per vincere la tentazione di escludere gli altri non concedendo loro possibilità di appello”. ” “” “