MESSAGGIO DEL PAPA PER LA PACE: NO AL TERRORISMO E AL “FANATISMO FONDAMENTALISTA”, SÌ ALLA “POLITICA DEL PERDONO”

Il terrorismo “non dà solo origine a crimini intollerabili”, ma, “in quanto ricorso al terrore come strategia politica ed economica”, costituisce “un vero crimine contro l’umanità”. E’ quanto scrive il Papa nel Messaggio per la prossima Giornata mondiale per la pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2002 sul tema: “Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”. Parlando dei “drammatici eventi” di tre mesi fa, Giovanni Paolo II sottolinea come l’11 settembre “fu perpetrato un crimine di terribile gravità: nel giro di pochi minuti migliaia di persone innocenti, di varie provenienze etniche, furono orrendamente massacrate”. Paura e consapevolezza della “vulnerabilità personale”: questi, per il Papa, i sentimenti sperimentati da allora dalla “gente in tutto il mondo”, di fronte alla quale la Chiesa intende “testimoniare la sua speranza che il male non ha l’ultima parola nelle vicende umane”. Giustizia e perdono sono “i pilastri della vera pace”, ribadisce Giovanni Paolo II, che nel suo Messaggio dà ampio spazio all’analisi del fenomeno del “terrorismo organizzato”, da mettere ai primi posti nell’agenda dei “Capi delle Nazioni”. “Specialmente dopo la fine della guerra fredda”, osserva il Papa, “il terrorismo si è trasformato in una rete sofisticata di connivenze politiche, tecniche ed economiche, che travalica i confini nazionali e si allarga fino ad avvolgere il mondo intero”. Quelle terroristiche, in altre parole, sono “vere organizzazioni dotate spesso di ingenti risorse finanziarie, che elaborano strategie su vasta scala, colpendo persone innocenti” e “adoperando i loro stessi seguaci come armi da lanciare contro inermi persone inconsapevoli”. Il terrorismo, secondo Giovanni Paolo II, è “una tragica spirale” di violenza, alimentata dall'”istinto di morte”, che “nasce dall’odio ed ingenera isolamento, diffidenza e chiusura” e “coinvolge anche le nuove generazioni” (segue).