“Dichiaro e comunico, in modo aperto e forte, che in certosa non c’è mai stata e attualmente non c’è la presenza del vescovo Emmanuel Milingo, né per scelta personale né per mandato della Sede apostolica”. Mons. Antonio Cantisani, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, smentisce con fermezza la notizia della presenza di mons. Milingo nella certosa di Serra san Bruno, sul territorio della diocesi, diffusa da alcuni massmedia. “Luogo privilegiato entro cui vivono persone che hanno liberamente scelto la vocazione del silenzio, della contemplazione e dell’oblatività gioiosa per contribuire più efficacemente al bene dell’intera umanità”: questo è la certosa, precisa il vescovo, e non un “luogo di rifugio o detenzione per fare scontare pene sociali o morali di qualunque tipo”. Pertanto, sottolinea mons. Cantisani, “qualsiasi notizia sul soggiorno di mons. Milingo all’interno della certosa è da considerarsi priva di fondamento” e “tutto ciò che si mette in scena in questa circostanza” rivela un’assoluta “mancanza di rispetto verso chi, per la libertà del suo cammino interiore, chiede silenzio e preghiera”. Occorre restituire alla certosa “il silenzio che l’avvolge: la sua funzione e il suo linguaggio, specie in quest’anno che ricorda il IX centenario della morte del fondatore San Bruno – conclude mons. Cantisani – sono quelli di ‘candelabro sul monte’ per illuminare i passi dei popoli verso la concordia e la pace”.