TERRA SANTA: INCONTRO IN VATICANO, P.R.ABUSAHLIA (PATRIARCATO), “LE CHIESE NON LASCINO SOLI I CRISTIANI”

“Siamo grati al Papa per questa iniziativa, necessaria per la crisi in cui versa il Medio Oriente. E’ tempo che tutta la Chiesa mostri solidarietà ai cristiani della Terra Santa. La presenza cristiana nei luoghi santi non è solo responsabilità di chi ci vive ma anche di tutta la Chiesa”. Così padre Raed Abusahlia, cancelliere del Patriarcato latino commenta l’incontro su “Il futuro dei cristiani in terra santa” previsto in Vaticano per il 13 dicembre.” “”Desideriamo che tutte le Chiese, compresa quella italiana, ascoltino la voce dei cristiani di qui e li aiutino – ha detto padre Raed al Sir -. E ci attendiamo che da questo incontro vengano iniziative concrete per la pace”. E’ lo stesso cancelliere a proporre la prima: “L’economia è al collasso: tutti gli alberghi e i negozi sono vuoti. Il turismo religioso è quasi morto. Chiediamo ai pellegrini di tornare in Terra Santa perché non è pericoloso. Noi abbiamo bisogno di loro non solo in tempo di pace ma anche adesso in tempi difficili”. E poi ancora: “i cristiani vanno incoraggiati anche economicamente a restare qui. C’è bisogno di aiuti concreti, specie alle giovani coppie perché abbiano un lavoro, una casa. La proposta è semplice: un dollaro all’anno per la Terra Santa. La nostra gente non ha copertura sanitaria e sociale e cristiani e musulmani volgono lo sguardo alla Chiesa. Il Patriarcato dei latini ha 55 scuole, 20 mila studenti, di cui il 30% sono musulmani, 1400 docenti. I bambini non possono permettersi di pagare le rette e solo nelle nostre scuole abbiamo un deficit di 5 milioni di dollari”. “I cristiani nel mondo – ha proseguito padre Raed – devono capire che l’essenza di questo conflitto è l’occupazione della terra palestinese. Non si deve generalizzare pensando che ogni palestinese sia un terrorista. La soluzione del conflitto è la pace di Gerusalemme senza la quale non ci può essere pace nel mondo. La proposta può essere una città per due popoli e tre religioni aperta a tutti: come dire condividere Gerusalemme senza dividerla”. “E’ tempo – ha concluso il cancelliere del patriarcato – che si realizzi quello che il Papa disse a Betlemme nella sua visita in Terra Santa: ‘E’ tempo di porre fine a alla sofferenza del popolo palestinese che dura da molto tempo’, aggiungendo che ‘a Betlemme ogni giorno è Natale’. Ma da 14 mesi a Betlemme non c’è Natale. I nostri bambini non sorridono più, non gustano più la tranquillità e la spensieratezza della loro età. Nei loro occhi solo lo spavento provocato dalle armi e dalle bombe. L’auspicio è che da questo incontro riprenda un cammino di pace giusto e duraturo”. ” “” “