ISTITUTO STURZO: G. DE RITA (CENSIS), “BUCHI NERI DI UNA SOCIETÀ INDEBOLITA”

“Cercare la verità ed amarla per ottenere il miglioramento culturale e spirituale della società, miglioramento al quale ciascuno di noi deve contribuire con fedeltà e umiltà”. L’invito, rivolto nel 1958 da Luigi Sturzo ai giovani allievi del primo corso di formazione superiore in sociologia storicistica promosso dall’Istituto a lui intitolato, conserva tuttora la propria attualità “in una società civile debole come quella italiana” in cui “il problema della formazione della classe dirigente rimane di straordinaria importanza, soprattutto oggi che la notte sta avanzando sui valori legati all’esperienza cristiana”. Lo ha detto ieri sera a Roma il sociologo dell’Università Cattolica Michele Colasanto, nella prima sessione del convegno di studio promosso dall’Istituto Sturzo in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione che si chiude oggi. Secondo il segretario generale del Censis Giuseppe De Rita, è urgente intervenire “per sanare i buchi neri di una società civile indebolita”. “Occorre – ha affermato De Rita – ricostituire una coscienza collettiva fondata su quattro pilastri: la cultura dell’interpretazione che va oltre il flusso degli eventi, e i fatti dell’11 settembre lo hanno ampiamente dimostrato; quindi recuperare la memoria, nesso che dà profondità a passato, presente e futuro; rifondare un’etica solida, unica e non frammentata”; ed infine “recuperare, di fronte alla superficiale molteplicità delle relazioni, il vero senso della relazionalità, capace di condensare interessi e norme”: quattro passi decisivi per una cultura che “sappia sconfiggere la stanca inerzia con cui oggi la società si dispiega senza più fare quell’autoriflessione e sintesi che sono alla base dell’identità di un popolo”.