“Oggi più che mai si leva una chiamata ad aprire delle vie di fiducia fin nelle notti dell’umanità”. Con questa esortazione si apre la lettera ai giovani scritta da frère Roger di Taizé per l’anno 2002. Tradotta in 58 lingue (di cui 23 asiatiche e 7 africane) la lettera quest’anno ha per titolo “Ama e dillo con la tua vita”. “Un’urgenza – scrive frère Roger – viene dalle profondità dei popoli: soccorrere le vittime di una povertà in continua crescita. Si tratta di una necessità fondamentale per la pace sulla terra. Lo squilibrio tra l’accumulo delle ricchezze da parte di alcuni e la povertà di moltitudini è uno dei più gravi problemi del nostro tempo. Faremo tutto il possibile affinché l’economia mondiale produca delle soluzioni?”. La pace – scrive ancora frère Roger – passa anche attraverso il perdono. “Ciò che più sorprende nel Vangelo – si legge nella lettera – è il perdono, quello che Dio ci dona e quello che c’invita a donarci gli uni agli altri. Anche schiacciato, oltraggiato, Gesù il Cristo non minacciava, perdonava”. Anche in Dio non c’è “nessuna volontà di punizione. Con il suo perdono – scrive frère Roger – Dio cancella ciò che ha ferito il nostro cuore, talvolta sin dall’infanzia o dall’adolescenza. Affidargli tutto, persino l’inquietudine. Allora ci sappiamo amati, confortati, guariti”. La lettera di frère Roger sarà al centro del 24° incontro europeo di giovani animato dalla comunità di Taizè e in programma dal 28 dicembre al 1° gennaio a Budapest. Vi parteciperanno oltre 70 mila giovani provenienti da tutti i paesi dell’Europa dell’Est e dell’Ovest. Quasi 4 mila saranno i partecipanti dall’Italia. Per l’occasione hanno inviato messaggi di auguri ed incoraggiamento Giovanni Paolo II, il Patriarca Alessio II di Mosca, l’arcivescovo di Canterbury George Carey e il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan. “La presenza di giovani da tutto il mondo, riuniti nella preghiera e nella concordia – scrive Giovanni Paolo II – testimonia la profonda aspirazione alla pace ed alla fraternità che abita il cuore umano”. “Nell’ora in cui il mondo, lacerato, in preda alle violenze ed alla paura, cerca segni di speranza”, il Santo Padre invita i giovani ad “aprire con fiducia le porte del loro cuore a Cristo, alla sua potenza salvifica, forza d’amore capace di suscitare dei veri artigiani di pace”.