Per il Natale, “dobbiamo convertirci alla pace”, se vogliamo davvero combattere “l’odio e la vendetta”. Lo ha detto oggi il Papa, nella consueta udienza del mercoledì, in cui si è soffermato sulla Novena di Natale e sul mistero della nascita di Cristo. “Di fronte alle tensioni e alle violenze che, purtroppo, funestano anche in questi giorni varie parti della Terra, compresa la Terra Santa, testimone singolare del mistero della nascita di Gesù – ha detto il Santo Padre riferendosi ancora una volta alla tragica attualità della crisi internazionale -, occorre che non cristiani facciamo risuonare ancora più forte il messaggio di pace che proviene dalla grotta di Betlemme”. Solo l'”amore disarmante” di Cristo “nel presepe”, ha sottolineato infatti Giovanni Paolo II, “vince ogni cupa minaccia e progetto di violenza”. Di qui la necessità di “proseguire nel domandare al Bambino, nato per noi dalla Vergine Maria, che l’energia prodigiosa della sua pace scacci l’odio e la vendetta che si annidano nell’animo umano”, affinché “il male sia sconfitto dal bene e dall’amore”. I credenti, ha detto il Papa commentando la Novena del natale, nutrono un “ardente desiderio di vedere compiersi le loro attese di pace”, ma avvertono anche “con chiarezza che ciò implica un concreto impegno” a favore di essa. Per questo Giovanni Paolo ha concluso l’Angelus auspicando che “la sua pace rinnovi ogni ambito del nostro vivere quotidiano, permei le famiglie, regni nelle città, nelle nazioni e nella comunità internazionale e si diffonda in ogni angolo del mondo”.