RIFORMA DELLA SCUOLA: IL “SOGNO” DEL MINISTRO

“Non temo le critiche perché non ho ricette. Il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti ha aperto questa mattina al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma gli Stati Generali dell’istruzione. Slogan dell’incontro è “Punto e a capo. Una scuola per crescere”. Sono presenti 1300 rappresentanti del mondo della scuola e della società civile: 74 associazioni degli studenti, dei genitori e professionali, 104 presidenti delle consulte studentesche, 76 rettori delle università, 19 ordini professionali e ancora sindacati, rappresentanti delle Regioni e del mondo imprenditoriale.
“L’unico obiettivo di queste giornate è migliorare la qualità della scuola”, prosegue Moratti. “La politica non può far cadere questo appello”. La grande assemblea della scuola prosegue tra proposte e testimonianze, anche se manca uno spazio di dibattito, mentre la protesta di piazza si riscalda. “La riforma è necessaria. Non sarà la mia riforma, ma la riforma per e con la scuola”, ribadisce il ministro. “I tempi saranno quelli necessari per un progetto condiviso”.
Una scuola “più forte e più equa” che sappia “sconfiggere le nuove forme di povertà e di disagio”. È questa “la scuola che sogno”, prosegue Moratti, orientata alla “formazione delle coscienze” e allo “sviluppo della persona umana”. Una “scuola nuova” dove cultura e sapere sono “fondati sul valore della responsabilità, del rispetto delle diversità, della solidarietà” in grado di offrire a tutti “pari opportunità di successo”. Nuovi fondi saranno stanziati già a partire dal 2002 per “la valorizzazione del corpo docente” e nel triennio 2003-2006 “ci saranno risorse aggiuntive tra i 15 e i 19 mila miliardi per strutture, laboratori, informatizzazione”.
Molti i nodi che associazioni di docenti, genitori e studenti stanno dibattendo. Il confronto è arricchito anche dai contributi del forum telematico sul sito del ministero dell’istruzione, preso d’assalto in queste ore. Tra i temi più controversi la riduzione a quattro anni del percorso della secondaria, il bonus della scuola materna, la devoluzione di competenze alle regioni, il doppio binario di istruzione e formazione, la preparazione dei docenti.