TERRA SANTA: LA FAMIGLIA DI UN RAGAZZO PALESTINESE UCCISO OFFRE GLI ORGANI DEL FIGLIO ANCHE A PAZIENTI ISRAELIANI

La speranza di pace non è morta in Terra Santa. Anche se il periodo è difficile e intriso di violenza, non mancano segnali di solidarietà. A raccontarli è l’agenzia Fides che ha raccolto le testimoninze di due padri francescani di Betlemme e Gerusalemme. Tra le tante storie, quella di un ragazzo palestinese, colpito da un soldato israeliano e morto dopo una lunga agonia: la sua famiglia ha deciso di donare gli organi anche a malati israeliani. A raccontarla è padre Pierbattistista Pizzaballa, responsabile della comunità dei frati minori a Gerusalemme. Il religioso lancia anche un appello ai cristiani: “Venite non abbiate paura, per i pellegrini non vi sono problemi. È una forma di solidarietà concreta con quelli che hanno perso il lavoro e per dare un segnale di speranza per la pace”.E Padre Amjad Sabbara, parroco di Betlemme, aggiunge: “nonostante le difficoltà, sono previste tutte le cerimonie religiose, ma non vi saranno manifestazioni ulteriori. Organizzeremo comunque feste per i bambini con distribuzioni di doni. Ai cristiani del mondo chiedo di pregare per la pace e di venire in Terra Santa. Il crollo del turismo ha colpito in modo grave la popolazione. Tutti gli alberghi sono chiusi per mancanza di clienti. Abbiamo un tasso di disoccupazione del 50 %, anche per il blocco dei permessi di lavoro in Israele”. Nel messaggio di auguri di Natale, inviato ad amici e parrocchiani, padre Sabbara scrive: “Non vogliamo vedere i nostri santuari diventare un giorno dei musei senza fedeli, e che manchi nella Terrasanta la chiesa viva, la chiesa madre. Perciò chiediamo soprattutto la vostra preghiera per sostenerci spiritualmente in questi tempi difficili e ci rivolgiamo agli uomini di buona volontà di fare quanto è possibile per soccorrere i loro fratelli bisognosi nella Terra di Gesù”.