CAMPANIA: L’OMBRA DELLA MOSCHEA SUL FINANZIAMENTO DI 102 CHIESE

“Non vorrei che dietro questi finanziamenti si nascondesse la volontà politica di spegnere le polemiche per la costruzione della moschea, mostrando di essere venuti incontro allo stesso modo all’islam e alle chiese cattoliche”. Accoglie così mons. Rocco Favale, vescovo delegato della Conferenza episcopale campana per i beni culturali e la nuova edilizia di culto la notizia dello stanziamento da parte della Giunta regionale della Campania di 14 miliardi e 700 milioni per i lavori di restauro di 102 chiese, distribuite sul territorio regionale, considerate di particolare valore artistico, storico e culturale.
“I finanziamenti concessi – chiarisce, infatti, mons. Favale, – non sono stati concessi su richiesta dei vescovi. Non so qual criterio abbia adottato la Regione Campania per finanziare il restauro di una chiesa piuttosto che di un’altra. Auspico che al più presto si arrivi ad una chiarificazione”.
Qualcosa non quadra anche per mons. Ernesto Rascato, incaricato della Cec per i beni culturali ecclesiastici: “Ufficialmente – dice – non sappiamo nulla come Cec. La commissione di valutazione della Regione non è quella prevista dal Testo unico della legge dei Beni culturali del 1999, che tiene presente anche quanto proposto dagli ordinari”. “La nostra – precisa, poi, mons. Rascato – è l’unica Regione in Italia che non ha la commissione regionale dei beni culturali, prevista dal Testo nazionale”.
Chi ha deciso, allora, quali chiese dovevano ricevere i finanziamenti? “La commissione di esperti che ha selezionato le chiese da restaurare – dichiara l’incaricato della Cec – è stata scelta su iniziativa della Regione, che non ha preso contatto gli ordinari diocesani, contro lo spirito dell’Intesa nazionale del 1996. È vero che da noi non esiste ancora l’Intesa regionale, che è in studio da un anno e mezzo, ma, ugualmente, sulle esigenze di culto dovrebbero essere ascoltati i vescovi diocesani. A tal fine ogni anno le curie inviano alla Regione un elenco di priorità, che in questo caso non è stato rispettato”.