SIR EUROPA: DOLDI, BIOTECNOLOGIE, UNA GRAVE LACUNA NELLA POLITICA COMUNITARIA (2)

“Sì – conclude Doldi – la ricerca libera è il mito che dall’illuminismo in poi viene costantemente ripetuto con il desiderio di far, in tal modo, progredire la scienza. Ma guardiamo in faccia le cose! Se il progresso resta il fine da perseguire, non si possono trascurare i mezzi impiegati e cioè, in questo caso, la sperimentazione embrionale e la soppressione di un essere umano nelle prime fasi del suo sviluppo. La ricerca scientifica non è mai un bene in quanto tale, ma lo è a motivo dell’oggetto che si propone, dei mezzi che sceglie e del fine che si propone. Per questi motivi deve essere governata affinché si mantenga nell’eticità e permetta il raggiungimento del vero bene dell’uomo e di ogni essere umano. Questa volta, l’Europa non è stata capace di dire no ad una ricerca che si sviluppa calpestando la dignità umana; ha preferito trovare il proprio consenso unanime sulle questioni economiche, piuttosto che su quelle, ben più importanti, di ordine etico e culturale. A ben pensarci, si ha l’impressione che la stessa introduzione della moneta unica venga salutata da molti con enfasi, come l’effettivo raggiungimento dell’unione europea. Mai come ora occorre ribadire che i nostri Paesi di antica tradizione cristiana devono ritrovarsi nella costruzione di una civiltà al cui centro c’è l’irrinunciabile bene dell’uomo”.