Una vita costellata di bugie. Dette da tutti e per vari motivi: per elogio, per timore o per benevolenza. Sta di fatto comunque che “il bugiardo crea un mondo parallelo a quello reale, vive nell’irrealtà e non va da nessuna parte”. E alla fine “si trova con le mani vuote perché non ha vissuto la realtà, ma il sogno di una realtà”. Al tema della menzogna è dedicato l’intervento di Giordano Muraro, teologo moralista, sul prossimo numero di Famiglia Oggi. Le bugie vengono dette moltissimo nella vita quotidiana e per i motivi più vari. “Per benevolenza – scrive Muraro – si rivolgono parole di ammirazione per le opere prodotte dalla persona ritardata”. “Per affetto – prosegue il teologo – si esprime ammirazione per una bellezza che la persona amata in realtà non ha più”. Per cortesia, invece “si esaltano in modo eccessivo gli aspetti positivi” di una persona. Tipiche sono le frasi: “hai fatto delle cose bellissime’; ‘mi sei molto caro’; ‘hai una bella cera’; ‘la tua bellezza non tramonta mai’; ti trovo sempre in forma’ e molte altre che la fantasia inventa sul momento”. Le bugie sono dette da tutti: dal bambino che “teme il castigo”; dall’innamorato che “teme di scadere agli occhi dell’innamorata”; dal “mercante che esalta le qualità della sua merce”; dal “reo che si proclama innocente”; dallo “sposo infedele che teme le giuste reazioni del partner tradito”; dalla persone che “nega drasticamente la verità per coprire i suoi vizi”. “Il bugiardo – conclude Muraro – immagina un mondo come lo desidera e non come è. Si inganna prima ancora di ingannare. Dipinge se stesso e la realtà in modo diverso da quello che è; e trascina l’altro in questo mondo sognato e desiderato, che distoglie dalla vita reale. Può sapere e anche non sapere che le cose non sono come le descrive; ma si compiace di questo mondo sognato e lo preferisce a quello reale”.