La moneta unica europea, che entrerà in vigore dal 1° gennaio prossimo, costituisce un “passo in più” nel passaggio “da un progetto di mutua cooperazione” ad una concezione del vecchio continente come “una vera comunità di nazioni”. Nel discorso all’ambasciatore della Finlandia presso la Santa Sede, Antti Hynninen (uno dei 9 ambasciatori ricevuti oggi in udienza per la presentazione delle lettere credenziali), il Papa si è riferito all’euro, definendolo un traguardo importante nel cammino di unificazione e di allargamento dell’Unione europea. Riferendosi a quello che ha chiamato il “processo di costruzione dell’Europa”, al quale oggi la Finlandia “partecipa pienamente”, Giovanni Paolo II ha ricordato che la Santa Sede ne “segue con attenzione” lo sviluppo e la realizzazione, salutando con favore soprattutto “lo spirito di dialogo e di negoziazione” che “ha permesso a nazioni in passato nemiche di impegnarsi prima in un progetto di mutua cooperazione, e poi in una vera comunità di nazioni”. Il processo di allargamento dell’Europa a nuovi Paesi membri, ha sottolineato il Papa, “è ormai chiaramente intrapreso” e può divenire “un esempio per molte altre nazioni o regioni del mondo ancora soggette all’ostilità e ai conflitti interni”. Quella dell’Europa, ha concluso il Santo Padre, è una “responsabilità morale e politica”, che comporta il procedere “con determinazione nella difesa dei diritti dell’uomo e nell’aiuto ai Paesi in via di sviluppo”. ” “” “