IL PAPA AGLI AMBASCIATORI: I CONFLITTI E LA PAURA SI “VINCONO” SOLO COL DIALOGO E LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

La via del dialogo e della cooperazione internazionale è il solo mezzo “per sradicare tutto ciò che è alla radice dei conflitti e delle tensioni tra i gruppi umani e tra le nazioni”. Lo ha ribadito oggi il Papa, ricevendo in udienza, in occasione della presentazione delle lettere credenziali, gli ambasciatori di 9 Paesi (Balgladesh, Gibuti, Finlandia, Eritrea, Georgia, Lesotho, Rwanda, Isole Mauritius e Malì). “Oggi più che mai – ha osservato Giovanni Paolo II – noi contemporanei siamo segnati dalla paura, che proviene dalla situazione instabile che conosce il nostro mondo e dall’incertezza del domani; molti sembrano non poter più progettare serenamente il loro avvenire, soprattutto i giovani che sono turbati dagli avvenimenti drammatici che offre loro il mondo degli adulti”. Di qui, per il Papa, la necessità di “impegnarsi oggi più che mai e in maniera sempre più intensa sulla strada del dialogo e della cooperazione internazionale, per lo sradicamento di tutto ciò che è fonte di conflitti e di tensioni tra i gruppi umani e tra le nazioni”. “Nessuna questione particolare, che deve sempre poter trovare soluzioni negoziali – ha aggiunto il Santo Padre – deve mettere a repentaglio il rispetto delle persone e dei popoli”. La “missione” degli ambasciatori, per il Pontefice, è quella di “servire sia la nobile causa del proprio paese, sia la nobile causa della pace”, che consiste nel “desiderio di contribuire al bene comune e ad una migliore intesa tra le persone e tra i popoli”. “Le ingiustizie, le situazioni di povertà, la mancanza di educazione dei giovani”: questi, per Giovanni Paolo II, gli “aspetti essenziali” dell’impegno del corpo diplomatico, ma anche dei responsabili delle nazioni e di tutti gli “uomini di buona volontà”, poiché “le ingiustizie, le situazioni di povertà, la mancanza di educazione dei giovani sono alla base di un buon numero di focolai di violenza nel mondo”. ” “” “