Anche se il Paese è rimasto piuttosto “freddo” rispetto all’impegno bellico, osserva il Rapporto Censis 2001 sulla situazione sociale del Paese, tuttavia gli eventi dell’11 settembre hanno contribuito alla “proliferazione delle paure” degli italiani. Paure, spiegano i ricercatori del Censis, “in parte indotte dal verificarsi di eventi assolutamente eccezionali, come il terrorismo e i gravissimi incidenti italiani, in parte dovute al permanere di un atteggiamento emotivo della popolazione registrato dal Censis già da diversi anni”. Si ha paura anzitutto della microcriminalità e della criminalità organizzata (53% degli italiani) ma, osserva il Rapporto, si temono anche gli attacchi terroristici (52%) e le contaminazioni batteriologiche (44%). E si diffondono “nuove insicurezze”: paura di dover “tutelare da soli il proprio lavoro (63,4%)” e “paura del futuro lavorativo (37,3%)”.” “”La paura della microcriminalità – ha spiegato al Sir il direttore del Censis, Giuseppe Roma – è, come spiegavamo già l’anno passato, solo la punta di un iceberg. Dietro di essa c’è la paura per il lavoro, le pensioni, i cibi transgenici. Sono queste oggi le paure che colpiscono di più gli italiani”. Tra queste, ad avviso di Roma, non c’è la “paura del diverso”. “Il multiculturalismo – ha spiegato al Sir – è un dato che riguarda gran parte degli italiani. Su questo dato non registriamo particolari tensioni, forse a causa di un certo disinteresse ma anche per una certa attitudine all’apertura, tipica del nostro popolo. In fondo siamo un Paese di ideologie deboli e perciò tollerante”. Certo, rileva Roma, negli ultimi mesi il nostro Paese ha vissuto “momenti di tensione legati al fenomeno immigrazione, come la scoperta di una cellula terroristica islamica a Milano”. Ma “la reazione a questi avvenimenti non è stata particolarmente forte da parte della gente. L’Italia si divide in due sull’immigrazione solo quando essa significa microcriminalità, disoccupazione e violenza”.” “