“Dare una risposta alle sfide poste dallo sviluppo delle biotecnologie”, che nella cultura contemporanea sono state indicate dal card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, come la “nuova rivoluzione”, dopo quella informatica. Questo, si legge in una nota, lo scopo principale del Corso su “Educazione e bioetica”, promosso dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile in collaborazione con il Ce.Fe.S. (Centro di Formazione ed Educazione della Sessualità) e rivolto ai giovani e agli educatori. “Fa parte della nostra missione (cristiani, preti e laici) aiutare le persone, in particolare i giovani, la cultura e le sue istituzioni a liberarsi dal preconcetto, o dal timore, che l’universo, e in esso la nostra vita e il nostro destino, siano abbandonati a una cieca necessità o casualità: questo è il timore che spegne la speranza e che toglie forza all’impegno etico”, ha detto recentemente il card. Ruini, parlando al clero romano. E ha aggiunto: “Il cristianesimo indica la strada del futuro ed offre il criterio e fattore propulsivo per una capacità di innovazione e di sviluppo di cui L’Europa tutta, e Roma in essa, oggi hanno bisogno, ma che deve essere tale da far crescere l’autentica libertà e da migliorare davvero le condizioni di vita”. Nel primo incontro, in programma il 6 febbraio a Roma (ore 18, Seminario romano maggiore, p.zza S. Giovanni in Laterano 6/a), interverranno mons. Cesare Nosiglia, vicegerente della diocesi di Roma, con una relazione sul tema “Bioetica e coscienza”, e il prof. Francesco D’Agostino, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, su “Bioetica e diritti umani”; concluderà Olimpia Tarzia, segretaria del Movimento per la Vita e direttrice del corso, su “Educazione e bioetica”. Il corso proseguirà con altri 9 incontri settimanali, sulle più attuali tematiche della bioetica e dello sviluppo delle biotecnologie. ” “” “