PROGETTO GENOMA: LEONE, SEMPRE PIÙ DETERMINANTI I FATTORI AMBIENTALI

Nella cura e nella prevenzione delle patologie, i fattori ambientali “giocano un ruolo molto più importante di quanto non si pensasse prima”. E’ questo, secondo Salvino Leone, del Centro di Bioetica dell’Università di Palermo, la “prospettiva più interessante” di ricerca che apre la mappatura completa del genoma umano, presentata oggi in tutto il mondo e da oggi accessibile anche su Internet, grazie ai siti delle due più note riviste scientifiche internazionali, “Nature” (www.nature.com) e “Science” (www.science.com) “Il fatto che tutta una serie di patologie abbiano una base genetica – spiega, infatti, Leone commentando gli importanti risultati ottenuti sul genoma – non spiega tutto. Bisogna rifarsi ai fattori ambientali, che non sono solo una concausa che favoriva la predisposizione o l’anomalia genetica, come si pensava in passato”. Se sul piano genetico, continua l’esperto, “può essere difficile in alcuni casi intervenire”, molti potrebbero essere invece gli interventi realizzabili dalla ricerca sul piano ambientale: ad esempio, “controllare la polluzione atmosferica, proibire determinati alimenti, controllare l’operato delle industrie…”. Il fatto che l’ormai completata mappatura del genoma umano abbia rivelato che i geni dell’uomo sono in realtà molto meno di quelli ipotizzati (fra i 28 e i 40 mila, contro i circa 100-150 mila previsti), secondo Leone “non semplifica affatto il lavoro degli scienziati, che ora si sposta sul versante delle proteine. I geni, infatti, sono degli indicatori di massima: anche dopo la loro codificazione, la ricerca deve andare oltre, per capire in che modo la proteina patologica possa poi provocare la malattia”. ” “” “