Il pellegrinaggio rimane una pratica devozionale costante nel tempo e tutt’altro che passata di moda. Lo confermano i numeri forniti dalla professoressa Cecilia Costa, docente di Sociologia dell’Università Lateranense, nell’intervento di oggi al convegno dell’Opera Romana Pellegrinaggi “Pellegrinaggio e traditio fidei nella cultura del nuovo millennio”. In Italia, annualmente, 8.500.000 di persone partecipano a un pellegrinaggio, con una percentuale del 15% circa, che sale al 18,8% fra le donne e scende al 10,7% fra gli uomini. ” “Dal punto di vista della provenienza geografica, i pellegrini sono soprattutto del Sud e delle Isole, oltre che del Trentino, la regione del Nord in cui il fenomeno è più diffuso; per quanto riguarda invece le fasce d’età, la più rappresentata è quella compresa fra i 50 e i 64 anni, la meno quella dei giovani fra i 22 e i 29 anni.” “A muovere tanta gente verso i luoghi di culto, secondo la sociologa, è soprattutto il frequente “bisogno dell’assoluto”, che “si insinua nei processi di secolarizzazione e si intreccia con la ricerca di senso, di sentimenti forti che nel pellegrinaggio trovano una loro configurazione”.” “”Il pellegrinaggio – commenta ancora Costa – può rappresentare un’esperienza feconda per l’uomo contemporaneo. Esso è parte integrante di quella ricerca di un ‘istante di eternità’ che l’anima, insabbiata nell’abitudine, insegue per trovare ‘l’emozione e la coscienza di qualcosa di straordinario'”. ” “