Il Pam, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, esclude in modo categorico che possa prestarsi per trasportare partite di carni bovine “a rischio mucca pazza”, a meno che non abbiano superato il test Bse. Lo ha ribadito il portavoce del Pam Francesco Luna all’agenzia internazionale Fides, a proposito della richiesta della Corea del Nord, affetta da sette anni da una drammatica carestia, di poter ricevere le centinaia di migliaia di capi di bestiame destinati al macello senza essere utilizzati. E oltretutto, informa Fides, il regime di Pyongyang sta negoziando con Taiwan la possibilità di accettare scorie nucleari sul proprio territorio, un altro grave rischio che un Paese così povero si trova costretto a correre pur di trovare un modo per poter sfamare la popolazione. Secondo alcuni osservatori, rileva Fides, “inviare derrate alimentari non sicure a Paesi del Sud del mondo è il trionfo del cinismo. Ma distruggere partite di carne sicura che ha superato il test Bse perché non consumato è uno spreco”. Tonnellate di carne confezionata e garantita da certificati sanitari rischia infatti di essere distrutta perché impossibile da commercializzare, vista la sfiducia dei consumatori europei. Il Pam, che si occupa del trasporto e della distribuzione di beni alimentari ai Paesi poveri, ricorda le sue condizioni, tra cui il fatto che tutti gli alimenti devono essere dotati di una rigida certificazione sanitaria emessa dal Paese donatore e il governo ricevente deve assumere tutta la responsabilità di accettare la merce. Quindi il trasporto potrebbe essere fatto solo sulla carne che ha superato il test Bse, anche se rimarrebbe aperto il problema della copertura finanziaria delle spese.