ROMA: SALVAVA GLI EBREI CON IL “MORBO DI KESSELRING”

Racconta le storie, inedite, di tanti “eroi” che durante la Seconda Guerra Mondiale salvarono migliaia di ebrei dai campi di sterminio nazisti. Il libro, “Gli ebrei salvati da Pio XII”, scritto da Antonio Gaspari (edizioni Logos), è stato presentato oggi all’Auditorium dell’Idi (Istituto Dermopatico dell’Immacolata) di Roma.
In primo piano, la vicenda dei 51 ebrei che, nel 1943, furono accolti dall’allora direttore dell’Idi, fratel Emanuele Stablum, all’interno dell’ospedale e salvati con lo stratagemma noto con il nome di “morbo di Kesselring”. La pelle dei “pazienti” veniva infatti sporcata con diverse creme e alcuni medici, cui non mancava il senso dell’umorismo malgrado la drammaticità degli eventi, di fronte a questi casi chiedevano: “Questo che malattia ha?”, rispondendo poi “Il morbo di Kesselring”, dal nome del Feldmaresciallo tedesco al comando delle truppe occupanti.
Gaspari raccoglie tante altre storie di gente che mise a repentaglio la propria vita e quella dei propri familiari per aprire chiese, conventi, collegi e università pontificie, in barba alle leggi razziali, agli ebrei perseguitati. Basti ricordare le esperienze, di più sconosciute, di Giovanni Palatucci e di mons. Angelo Rotta capaci, da soli, di evitare la deportazione a oltre diecimila persone.
Tra i partecipanti alla conferenza, erano il direttore scientifico dell’Idi Pietro Puddu, il primario della Divisione di dermatologia dell’Idi, Rino Cavalieri, il rabbino capo di Roma Elio Toaff, padre Peter Giumpel, conoscitore della storia di quegli anni e padre Piersandro Vanzan, di Civiltà Cattolica.