Un invito al dialogo ecumenico ed interreligioso e a sostenere la pastorale delle vocazioni e della famiglia è stato rivolto, questa mattina, da Giovanni Paolo II ai vescovi della Conferenza episcopale turca giunti a Roma per la visita “ad limina apostolorum”. “Voi – ha detto il Pontefice rivolgendosi ai presuli – avete il compito di sviluppare buone relazioni con tutti gli abitanti del Paese e di ricercare con pazienza il dialogo con le Istituzioni. E’ così che la Chiesa troverà il suo posto nella vita della nazione. Infatti la libertà di religione e di culto, che è inseparabile dalla libertà di coscienza, è un elemento essenziale per la buona convivenza a livello locale”. Ricordando il progetto di ‘raduno’ ecclesiale lanciato dai vescovi della Turchia due anni fa, Giovanni Paolo II ha ribadito l’importanza che “la Chiesa di Cristo sia veramente inserita nella vita della società turca”. ” “Il papa non ha, poi, dimenticato di invitare i vescovi all’impegno ecumenico ed interreligioso: “non abbiate paura di impegnarvi risolutamente nel dialogo ecumenico. E’ approfondendo la reciproca conoscenza e lavorando insieme che progredisce l’unità il cui cammino è necessariamente lungo”. “Voi vivete quotidianamente a contatto con l’Islam – ha dichiarato Giovanni Paolo II -. Continuate i vostri sforzi per creare e favorire occasioni di dialogo sui vari campi di incontro dell’uomo: la scuola, gli impegni di vita professionale e sociale, la solidarietà e l’aiuto reciproco. E’ qui che i credenti possono conoscersi meglio e stimarsi in un lavoro comune a favore della giustizia e della pace. E questo si accompagna a dialoghi più istituzionali che già esistono”. ” “Secondo l’Annuario statistico della Chiesa (1998) i cattolici in Turchia sono poco più di 30 mila suddivisi in 7 circoscrizioni pastorali, per 51 parrocchie. Una percentuale minima raffrontata agli oltre 63 milioni di abitanti.” “” “” “