Lo hanno confermato, nella tavola rotonda conclusiva nella giornata dedicata al progetto culturale (Roma 18 febbraio), Giovanni Neri e Luca Manzi dalle due frontiere del cambiamento più visibili e sensibili, la ricerca bio-medica e il sistema della comunicazione. Sono ormai modificabili tanto il software (cioè le strutture del ragionamento e dell’espressione) quanto l’hardware di funzionamento della specie umana. Trasformazioni oggi in atto avranno ripercussioni il cui respiro non si misura in anni, ma in secoli. In un quadro de-strutturato e nello stesso tempo ferreamente governato da grandi strutture di business, le persone sono più sole.” “Questo può generare una “situazione di schizofrenia”, che deriva dalla “rinuncia alla possibilità di unificazione profonda di se stessi”. C’è qui un tema formativo enorme, l’impegno, come ha ricordato il vescovo Corti, a “tenere aperti gli orizzonti della trascendenza”, come concreta prospettiva di speranza per tutti. ” “La partita del progetto culturale, lo ha ribadito il cardinale Ruini, e più in generale quella della presenza e dell’iniziativa dei cattolici in Italia nei prossimi anni “si gioca sulla capacità di elaborare insieme una visione cristiana del mondo e tradurla in stili di vita autenticamente cristiani”.” “Non stupisce allora, a chi cerca il nocciolo della presenza dei cattolici negli infiniti e stucchevoli giochi della politica partitica, che nei vecchi scenari della metà del ventesimo secolo, come ha fatto Galli della Loggia in un recente articolo, capiti di non trovare nulla. Ma per trovare bisogna cercare bene.” “Lo ha detto chiaramente don Cataldo Naro: come dalla fine dell’ottocento all’urgenza della questione sociale la Chiesa rispose con le opere e con la dottrina sociale, così oggi alla “questione antropologica”, alla questione sull’uomo che si pone con evidente urgenza, occorre dare risposta con le opere e le iniziative del progetto culturale. Anche oggi bisogna esserci, occorre capire, pensare e fare investimenti. ” “Il progetto culturale riparte dal convengo di Roma dei referenti diocesani con le iniziative del “cantiere”, una serie coordinata di appuntamenti nelle diocesi e nelle regioni. Per rilanciare nel concreto il duplice obiettivo di comprendere il quadro, il contesto dei rapidissimi cambiamenti che oggi ci investono e nello stesso tempo avviare coerenti processi di investimento. A nessuno infatti oggi è concesso vivere di rendita, o chiudersi in se stessi. Tantomeno alla Chiesa ed ai cattolici italiani. Anzi, è il momento dei laici cattolici, della stessa Azione Cattolica, che sta ritrovando oggi nuovo smalto, dell’iniziativa nella vita professionale e nel dibattito pubblico.” “” “” “