JEAN VANIER: SOLIDARIETÀ E DIALOGO INTERRELIGIOSO

“L’amore non è emozione, sentimento, ma rivelare all’altro che è prezioso, ha una sua bellezza ed è chiamato a prendere il suo posto nel mondo e nella Chiesa”. Così Jean Vanier si è rivolto ieri agli studenti della Pontificia Università Gregoriana, ripercorrendo la sua esperienza fra i disabili. Fondatore nel ’64 dell’Arca, comunità diffusa in tutto il mondo con 120 case, in cui vivono insieme handicappati e normodotati – in Italia a Ciampino (Roma) e fra qualche settimana a Bologna – Vanier ha riferito che in India sono 4 le comunità interreligiose in cui si registra la presenza di cristiani, indù e musulmani. “A Bangalore arrivò un musulmano con un grande handicap, ma non c’era più posto nella casa – ha raccontato -. Un indù decise di prenderlo in camera sua: un fatto inverosimile per la sua religione. E dopo qualche tempo Abdullà (che significa “dono di Dio”) ricominciò a camminare”. ” “Di fronte “al mistero della persona portatrice di un’umanità ferita, sofferente”, Vanier è convinto che i disabili siano “molto vicini a Dio” e nelle sue comunità è rimasto colpito da “uno straordinario cambiamento: dall’angoscia dell’ospedale psichiatrico a una grande pace, dal desiderio di morire a quello di vivere”. Una trasformazione che deriva dalla “scoperta di essere amati”.” “” “