BAMBINO GESÙ: UN PROGETTO PER I PICCOLI, TESTIMONI DI VIOLENZE IN FAMIGLIA

Atmosfera violenta, lividi, tensione, abusi sessuali: emozioni che danneggiano lo sviluppo fisico, psichico e sociale dei bambini di oggi, adolescenti e adulti di domani. Bambini non protagonisti, in questo caso, ma spettatori passivi. “I minori testimoni delle violenze in famiglia rappresentano un’area sommersa del disagio minorile, un aspetto non rilevato ma molto grave”, sottolinea Francesco Montecchi, primario di neuropsichiatria infantile presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma, responsabile del progetto, presentato oggi, “Bambini testimoni di violenza”. Un’iniziativa promossa dal Bambino Gesù e dall’Assessorato alle politiche per la città delle bambine e dei bambini del Comune di Roma che si rivolge a minori, genitori e professionisti che vengono a contatto con le situazioni di conflittualità e violenza familiare. “Il progetto è partito appena due mesi fa e gli operatori attivi sono già una ventina. Ma è troppo presto per quantificare il fenomeno”, continua Montecchi. “Ci occuperemo del mondo del bambino e della sua famiglia, quello interno e quello reale, con la strategia del ‘lavoro in rete’. Una sinergia tra operatori diversi che lavorano nel campo”. I servizi offerti dal progetto sono diversi: dalla consulenza telefonica alla valutazione diagnostica. In particolare non mancheranno “supporto, tutela e terapia psicologica dei bambini e delle famiglie”. In alcuni casi il compito sarà “quello delicato di mediazione familiare”. Un tentativo “di uscire dallo specifico sanitario”, aggiunge l’avvocato Gianfranco Dosi, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia. “Non bastano più figure come il giudice minorile e il difensore civico dell’infanzia. Occorre maggiore ascolto per far uscire i minori dalla solitudine e dalla depressione. E per questo servono strumenti giuridici nuovi”. ” “” “” “