“Un vincolo specialissimo vi congiunge da oggi al Successore di Pietro”, ha detto Giovanni Paolo II nell’omelia del Concistoro per la creazione dei 42 nuovi cardinali e la pubblicazione dei due riservati “in pectore” (l’Ucraino Marian Jaworski e il lettone Janis Pujats). “Questo legame – ha spiegato il Papa – vi rende, a nuovo titolo, segni eloquenti di comunione. Se sarete promotori di comunione, a beneficiarne sarà la Chiesa tutta intera”. ” “”‘Molte parti’ della Chiesa – ha proseguito Giovanni Paolo II rivolto ai neo cardinali – trovano espressione in voi, che avete maturato le vostre esperienze in continenti diversi ed in servizi diversi al Popolo di Dio. E’ essenziale che le ‘parti’ da voi rappresentate siano raccolte in ‘un solo tutto’ mediante la carità, che è il vincolo della perfezione”. “Dal Concilio Vaticano II ad oggi molto si è fatto per allargare gli spazi della responsabilità di ciascuno nel servizio alla comunione ecclesiale. Non vi è dubbio che, con la grazia di Dio, ancora di più si potrà realizzare. Voi siete oggi proclamati e costituiti Cardinali perché vi impegniate, per quanto è di vostra competenza, a far sì che la spiritualità della comunione cresca nella Chiesa”.” “”Voi provenite da ventisette Paesi di quattro continenti – ha osservato infine il pontefice – e parlate lingue diverse. Non è forse anche questo un segno della capacità che ha la Chiesa, diffusa ormai in ogni angolo del pianeta, di comprendere popoli con tradizioni e linguaggi differenti per portare a tutti l’annuncio di Cristo? In Lui e in Lui soltanto, è possibile trovare salvezza. Ecco la verità che insieme quest’oggi vogliamo riaffermare. Cristo cammina con noi e guida i nostri passi”. Oltre all’imposizione della berretta, ai 44 cardinali sono state affidate altrettante chiese di Roma, i cosiddetti titoli o diaconie, quale segno di comunione con il Papa, vescovo di Roma. I nuovi cardinali sono suddivisi nei tre ordini del collegio cardinalizio: vescovi, presbiteri e diaconi. Degli italiani, Re e Poletto appartengono all’ordine dei presbiteri, gli altri cinque (Cacciavillan, Sebastiani, Sepe, Pompedda e Tucci) a quello dei diaconi.” “