“Considero provvidenziale celebrare con voi e con l’intero Collegio la festa della Cattedra di Pietro, perché questo costituisce un singolare ed eloquente segno di unità, con cui insieme iniziamo il periodo post-giubilare. Un segno che è, al tempo stesso, invito ad approfondire la riflessione sul ministero petrino, al quale è particolarmente riferita la vostra funzione di cardinali”. E’ tornato a chiedere una riflessione sul ministero petrino Giovanni Paolo II parlando questa mattina ai cardinali. ” “La promessa di “una maggiore e più esigente collegialità” prefigura – secondo Silvano Spaccatrosi che sul numero di domani del Sir commenta le parole di Giovanni Paolo II – “un’accentuazione del ruolo del Sacro Collegio nella collaborazione con il successore di Pietro”. Il papa, prosegue Spaccatrosi, riconosce che il ministero petrino può “creare difficoltà ai non cattolici e dunque alla piena comunione: ma forse il nuovo millennio dovrebbe guardare con coraggio al primo, più che al secondo, della storia cristiana quando la funzione di guida esercitata da Pietro non creava difficoltà, né in Occidente né in Oriente. Ma ogni problema potrebbe essere superato se si riconoscesse che non è il potere ma la croce la vera cattedra di Dio sul mondo”. La chiesa è spinta dal papa a guardare, “come al tempo del Concilio, ai segni dei tempi, ma – aggiunge Spaccatrosi – con una diversità rispetto ad allora: poiché il nuovo annunciato dal terzo millennio è molto meno vago, è più realtà che sentimento, e spesso porta sofferenza più che felicità. Si chiama globalizzazione, o l’enorme potenzialità del progresso scientifico e tecnico, occasioni di un gran bene ma anche di contraddizioni e squilibri insopportabili. E’ su questo fronte, che è dialogo anche con chi, laicamente, condivide i valori e le preoccupazioni dei cristiani, che il Papa vuole impegnare la Chiesa del nuovo millennio e i cardinali che egli ha ormai creato nella quasi totalità, perseguendo il suo progetto di universalità, secondo il mandato di Cristo”.” “