PREGHIERA DEI LAICI: PAOLA BIGNARDI, “NON È SPIRITUALITÀ MINORE”

“I laici sono chiamati a non disperdere nulla della loro vita di ogni giorno e della loro esperienza storica, perché così vuole la vocazione che essi hanno scelto. Il loro compito nella Chiesa è quello di portare le differenze, di rendere lo spessore della vita nella sua varietà… con i laici, entra nella Chiesa la pluralità delle situazioni umane, esistenziali, concrete”. Ad affermarlo è la presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana Paola Bignardi nell’ultima giornata del XLII Convegno dell’Opera della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo su “La liturgia delle ore scuola ecclesiale di preghiera”. (Domus Mariae 20/22 febbraio). Come conciliare la fedeltà a questa forma di preghiera con gli impegni della vita quotidiana? “Nella preghiera ciò che conta è l’amore e non le parole dette o la struttura entro cui sono dette – spiega Paola Bignardi -, e la liturgia delle ore, preghiera della Chiesa in cui diverse sono le vocazioni “, può offrire “una struttura attraverso la quale lo scorrere del tempo si lega a Dio, e tempo dell’uomo e di Dio si intrecciano”. “Dobbiamo recuperare – ha insistito – il valore sacramentale della vita, con la sua ricchezza e le sue contraddizioni, come luogo in cui Dio si manifesta ed è presente”: ciò “che conta è entrare nella profondità della relazione con il Signore” superando il timore di “sentirsi relegati dalle proprie responsabilità familiari, professionali, sociali, verso una spiritualità ‘minore'”.