“Siamo senza parole umane di fronte all’efferatezza di quanto è accaduto”. Commenta così mons. Martino Canessa, vescovo di Tortona, la tragedia di Novi Ligure, dove mercoledì sera sono stati massacrati una madre, Susy De Nardo (45 anni), ed il figlio, Gianluca (12 anni). “Questi fatti – prosegue il vescovo – colpiscono tremendamente, perché toccano da vicino la vita della gente”. Novi Ligure è un paese di 35 mila abitanti: “Ci si conosce tutti, e la famiglia De Nardo era molto conosciuta”, spiega mons. Canessa, “per questo tragedie simili sono sentite in modo molto particolare, anche per il senso di paura che provocano, dovuto essenzialmente al fatto che qualcuno possa invadere il proprio quotidiano in modo così violento, tanto da esser disposto ad uccidere”. Don Valentino Cullacciati è parroco alla Pieve, 5 mila abitanti, periferia residenziale: conosce da 10 anni la famiglia De Nardo, Gianluca ha ricevuto lì tutti i sacramenti. “Erano una famiglia molto unita – dice – , i ragazzi frequentavano abitualmente la parrocchia. Per la nostra comunità, è un evento mostruoso, è l’irruzione del maligno: sono morti per difendere la famiglia, la casa, la vita, contro chi tratta invece la vita come un gioco, un hobby, ed arriva fino ad uccidere”. “Siamo vicini in modo speciale, sia ai morti sia ai vivi”, aggiunge don Valentino, “attraverso la preghiera, con il silenzio e il dolore costernato di tutta la comunità dei fedeli”. Non si sa, per ora, quando potranno celebrarsi i funerali di Susy e Gianluca: si stanno ultimando le autopsie, ed il vescovo è in attesa di sapere quando si potrà disporre delle salme.