NOVI LIGURE – NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana

Neanche a farlo apposta la prima reazione delle forze politiche di fronte ad un tragico fatto di cronaca come il duplice, sciagurato omicidio di Novi Ligure è stato tentare di buttarlo in politica. Gli uni hanno convocato in fretta e furia una manifestazione per la sicurezza e contro il pericolo degli immigrati. Gli altri non hanno mancato di stigmatizzare duramente l’iniziativa, una volta che clamorosamente era stata smentita e annullata dai fatti, sempre tremendi e sconvolgenti.” “Forse ci si può aspettare di più. Da due punti di vista. Il primo è quello delle politiche pubbliche, cioè delle scelte grandi e piccole di legislazione e di amministrazione. Basti un semplice dato: proprio in questi mesi sono all’ordine del giorno del dibattito legislativo questioni essenziali come il riordinamento della scuola e dell’università. Provvedimenti che sembrano passare sopra le persone concrete per rispondere ad astratti meccanismi: eppure sono le persone concrete degli adolescenti e dei giovani ad essere concretamente sottoposte al mulinello di una innovazione “a propulsione centrifuga”. E lo stesso si può dire di altri grandi capitoli oggi all’ordine del giorno, a partire dalle politiche di welfare.” “Ma anche da un altro punto di vista ci si può aspettare di più, ci si può aspettare che dagli eventi di cronaca che si succedono con preoccupante escalation, si traggano spunti di elaborazione e di azione politica. E’ la questione che un tempo si definiva del “modello di sviluppo”. Non sarebbe utile, proprio di fronte all’attualità incalzante, al senso di disorientamento e di solitudine sempre più palpabile ed evidente, che insanguina ormai tante pagine di cronaca, interrogarsi con franchezza e senso di responsabilità sul modello sociale e culturale che stiamo costruendo e sviluppando?” “Certo per fare questo occorre coraggio. Ma attenzione: sono ormai tanti e convergenti i segnali di allarme. Le rendite si stanno consumando progressivamente. Il punto ancora una volta è prendere il nodo della crisi della politica dai due capi: quello delle concrete scelte, delle politiche pubbliche e quello degli scenari, delle prospettive ampie di sviluppo sociale.” “Siamo molto lontani da questo, tanto sul piano nazionale, quanto probabilmente sullo scenario europeo e mondiale. Ma la denuncia, la constatazione dell’assenza, la protesta o la non partecipazione, quando sono fine a se stesse, non approdano a nulla: finiscono semplicemente per alimentare una ulteriore spirale di svuotamento.” “Oggi al contrario è il tempo dell’investimento. Che ognuno, quantomeno, si senta messo di fronte alle proprie responsabilità.” “” “” “