Anche i carabinieri sono chiamati a “raggiungere la vetta della santità”, nell’adempimento “fedele e generoso dei doveri del proprio stato”. Lo ha detto il Papa, oggi, ricevendo in udienza gli ufficiali e i carabinieri del Comando provinciale di Roma, invitando i militari ad essere “ministri della sicurezza e della libertà dei popoli”, oltre che “uomini di pace”. In quanto “tutori dell’ordine e della legalità” – ha ricordato Giovanni Paolo citando la figura di Salvo D’acquisto, il vice-brigadiere per il quale è in corso la causa di beatificazione – i carabinieri devono coltivare nei lori animi quei “valori che affondano le loro radici in tradizioni umane e cristiane, che richiedono di essere costantemente alimentate mediante l’impegno individuale e comunitario. I credenti sanno di essere chiamati a tale impegno in virtù di quella vocazione alla santità, che è rivolta a tutti”. “Santità”, ha precisato infatti il Papa, “significa vivere pienamente le virtù evangeliche nelle concrete situazioni in cui ci si trova”, ” la storia dell’Arma dei Carabinieri “dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell’adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato”. Riferendosi, poi, alla “missione che si svolge nel territorio di Roma”, il Pontefice ha invitato i militari a ricreare quel tipo di “clima sostanzialmente umano e cristiano” che ha caratterizzato il Giubileo appena trascorso: “Questa città – ha concluso il Papa – riveste una singolare funzione nell’ambito della cristianità ed è importante che in essa tutti, dai residenti ai pellegrini, dai migranti ai turisti, possano vivere in un clima di rispetto per la persona e per i valori che ad essa fanno riferimento”.” “” “