Una legge per aiutare le gravidanze a rischio di aborto per motivi economici. E’ il nocciolo di una proposta legislativa che la Commissione sanità della Regione Puglia sta discutendo in questi giorni prima del varo definitivo. La nuova norma di tutela “del diritto alla vita sin dal suo concepimento”, definita in 10 articoli, prevede contributi per otto milioni complessivi da erogare, in due tranche da quattro milioni, a quelle famiglie le cui documentate difficoltà economiche inducono all’aborto ma decidono di far nascere ugualmente il bambino. La Puglia conta circa 12 mila aborti annui, indotti per la gran parte dall’incertezza della povertà dovuta alla grave disoccupazione esistente. Il Presidente del Forum delle Famiglie della Puglia, Giuseppe Barbaro, in questa proposta di legge vede attenzione alle politiche familiari inserita “nell’evoluzione normale della collaborazione che governo ed enti regionali devono porre in essere”. Alle accuse di “attentato alla libertà delle donne” il Presidente ricorda che “la legge 194, attualmente in vigore, è perfettamente in linea con questa proposta di legge se si considera che suo scopo precipuo non è quello di aiutare la donna ad abortire ma di sostenere ed incoraggiare la maternità”. Il Presidente del Forum delle Famiglie pugliesi raccomanda però che non vi sia una politica familiare di tipo assistenzialistico: “Le famiglie – afferma – non vogliono soldi ma attenzione e scelte legislative che riconoscano quel ruolo politico-sociale primario che spetta loro di diritto. Occorre promuovere serie e coordinate politiche per la famiglia attuando il cosiddetto ‘principio di sussidiarietà’ per il quale lo Stato non la sostituisce ma ne incoraggia lo sviluppo, l’identità ed il ruolo”.